Secondo quanto riferito, Apple sta facendo passi da gigante nel panorama competitivo dell’intelligenza artificiale, con un chatbot interno ora considerato alla pari delle recenti versioni di ChatGPT. Questo progresso segna un cambiamento notevole per il colosso di Cupertino, che si è avvicinato con cautela all’intelligenza artificiale generativa. Mentre il capo dell’intelligenza artificiale John Giannandrea aveva precedentemente espresso scetticismo, i dirigenti Apple stanno ora spingendo in modo aggressivo per trasformare Siri in un vero concorrente di ChatGPT, discutendo piani per consentire all’assistente di accedere e sintetizzare le informazioni dal web aperto.
Tuttavia, il viaggio verso l’attuale posizione di IA di Apple è stato impegnativo. Gli addetti ai lavori rivelano che la fretta iniziale di Apple di sviluppare funzionalità di intelligenza artificiale dopo il lancio di ChatGPT nel 2022 ha portato a significativi problemi di integrazione durante il tentativo di unire il codice legacy di Siri con nuove funzionalità di intelligenza artificiale. Craig Federighi, responsabile software di Apple, ha riconosciuto fin da subito il profondo potenziale dei chatbot, stimolando una direttiva interna per infondere in iOS 18 funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Nonostante questi sforzi, i test interni del chatbot interno di Apple hanno rivelato un ritardo significativo rispetto a ChatGPT, spingendo Apple a cercare partnership esterne.
La partnership con OpenAI è stata un momento cruciale, annunciato alla WWDC 2024, consentendo a Siri di sfruttare ChatGPT per le query che non era in grado di gestire. Questa integrazione, inizialmente prevista per un rilascio anticipato, è stata posticipata a dicembre 2024 e altre funzionalità di intelligenza artificiale promesse rimangono inedite, portando alla delusione del pubblico e persino a sfide legali. Giannandrea, che secondo quanto riferito ha favorito Gemini di Google rispetto a ChatGPT, ha dovuto affrontare critiche interne per la sua percepita mancanza di urgenza riguardo all'intelligenza artificiale generativa, portando alla fine alla sua sostituzione con Mike Rockwell, il capo di Vision Pro, a marzo.

Uno dei principali ostacoli tecnici nell’evoluzione di Siri è stata la sua infrastruttura di codice frammentata. Gli ingegneri hanno dovuto dividere il nucleo di Siri per integrare nuove funzionalità di intelligenza artificiale, portando all’instabilità del sistema quando tentavano di unire questi progressi con le funzionalità esistenti. Per risolvere questo problema, un team dedicato a Zurigo sta ora sviluppando una nuova architettura software, “LLM Siri”, costruita interamente su un motore basato su LLM (Large Language Model). Questa ambiziosa impresa mira a rendere Siri più colloquiale e abile nell’elaborazione di informazioni complesse.
Guardando al futuro, Apple ha piani ambiziosi per il futuro di Siri, puntando a un’esperienza di progettazione più uniforme su iOS 19, iPadOS 19 e macOS 16, ispirata a visionOS. Anche se un “SiriGPT” o un chatbot Apple completamente realizzato potrebbe non essere presentato alla WWDC 2025, secondo quanto riferito la società sta adottando un approccio più cauto negli annunci sulle funzionalità.
Il continuo sviluppo della versione Siri LLM, che secondo quanto riferito è stata realizzata da zero dal team AI di Zurigo, dimostra l’impegno di Apple nel recuperare terreno nella corsa all’intelligenza artificiale. Ciò include l’esplorazione della raccolta di dati attraverso la tecnologia della privacy differenziale e la potenziale integrazione di dati online, simili ai motori di ricerca AI come Perplexity, per migliorare le capacità del chatbot di Siri.
(viaBloomberg)
